- Calma, calma. Ricapitoliamo.
- Come, ricapitoliamo? Ancora?
- Ricapitoliamo. Lei è qui per...?
- Denuncia! Sporgere denuncia!
- Stia calmo. Una parola alla volta.
- Ma è già la terza volta che-
- Bisogna seguire la procedura. Devo verbalizzare.
- Ma non poteva farlo subito?
- Una parola alla volta. Con calma. La tastiera ha i tasti piccoli.
- Sì, ma...
- Con calma.
- Ok.
- Bene. Il qui presente...
- Ramirez. Tuco Ramirez.
- Nazionalità?
- Italiana. Sono italiano. Non si faccia confondere dal nome.
- Bene. Lunedì 2 luglio. Ore... 11.34. Il qui presente Tuco Ramirez, di nazionalità italiana, è qui per...
- Sporgere denuncia.
- Sporgere denuncia contro...?
- Eh, non lo so, non conosco il nome. Magari. Anzi, sono qui proprio per-
- Sporgere denuncia contro ignoti.
- Ecco, voi non potete, per caso? Il nome? Il numero di telefono?
- Si attenga ai fatti.
- Ok.
Visualizzazione post con etichetta maresciallo. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta maresciallo. Mostra tutti i post
venerdì 29 giugno 2012
martedì 7 febbraio 2012
L'ultima sigaretta è del maresciallo - Parte tre
QUI e QUI le altre due parti.
La ragazza, stupita da quel calore che le brucia le dita, lascia cadere a terra il mozzicone.
Si guarda la mano. È bianca, screpolata. Fa freddo. Dovrebbe mettersi della crema idratante. Soprattutto dovrebbe smettere di mangiarsi le unghie.
Il carabiniere giovane la sta ancora guardando. Chissà se a lui lei piace. Deve smetterla di pensare queste cose. Certo, se si fossero conosciuti in un qualche bar, magari... Invece di questa situazione del cazzo.
Il maresciallo termina i suoi colloqui via radio. La ragazza darebbe quasi qualsiasi cosa per sapere cosa gi hanno raccontato di lei. Richiama il collega in macchina. I due scambiano un paio di rapide battute. Poi escono. Il maresciallo torna ad avvicinarsi alla ragazza, ma non ha il documento con sé, lei se ne accorge subito.
Signorina, come mai è qui in stazione? Sta aspettando qualcuno?
La ragazza, stupita da quel calore che le brucia le dita, lascia cadere a terra il mozzicone.
Si guarda la mano. È bianca, screpolata. Fa freddo. Dovrebbe mettersi della crema idratante. Soprattutto dovrebbe smettere di mangiarsi le unghie.
Il carabiniere giovane la sta ancora guardando. Chissà se a lui lei piace. Deve smetterla di pensare queste cose. Certo, se si fossero conosciuti in un qualche bar, magari... Invece di questa situazione del cazzo.
Il maresciallo termina i suoi colloqui via radio. La ragazza darebbe quasi qualsiasi cosa per sapere cosa gi hanno raccontato di lei. Richiama il collega in macchina. I due scambiano un paio di rapide battute. Poi escono. Il maresciallo torna ad avvicinarsi alla ragazza, ma non ha il documento con sé, lei se ne accorge subito.
Signorina, come mai è qui in stazione? Sta aspettando qualcuno?
lunedì 30 gennaio 2012
L'ultima sigaretta è del maresciallo - Parte due
QUI la prima parte.
Guarda il maresciallo. Abbassa lo sguardo verso il pacchetto. Guarda di nuovo il maresciallo.
Mi dispiace. Me n'è rimasta una sola.
Il tono potrebbe sembrare quasi irriverente. Ma è più ironico, quasi amaro. Non sa da dove l'è venuto questo scatto di orgoglio, di ribellione all'ordine costituito. Il maresciallo fa un piccolo cenno con il capo, un gesto raffinato in anni di servizio, un ringraziamento nella sua più piccola forma intelleggibile, e sorride. Sorride, volte le spalle alla ragazza, e si dirige verso la volante. In fondo non era così difficile dire di no, no? Quella terribile voglia di fumare. La ragazza si porta la sigaretta alla bocca, accartoccia il pacchetto e lo rimette in tasca (è sempre l'altra tasca). Recupera l'accendino, ma prima di azionarlo si ferma un attimo a osservare il maresciallo confabulare con il suo giovane collega. Quasi non si accorge di stare dando la prima boccata, incantata com'è dalla visione, mentre riflette sul fatto che non si ricorda neanche una barzelletta sui carabinieri.
Il maresciallo si gira, per un momento gli sguardi si incrociano. La ragazza forse si rende conto solo adesso che la sua è stata una mossa un po' affrettata. Il maresciallo torna a voltarsi, ride fragorosamente, troppo fragorosamente, a una battuta del collega, poi di colpo tace.
Si gira un'altra volta e torna con passo lento dalla ragazza.
Mi scusi, signorina, favorisce un documento?
Guarda il maresciallo. Abbassa lo sguardo verso il pacchetto. Guarda di nuovo il maresciallo.
Mi dispiace. Me n'è rimasta una sola.
Il tono potrebbe sembrare quasi irriverente. Ma è più ironico, quasi amaro. Non sa da dove l'è venuto questo scatto di orgoglio, di ribellione all'ordine costituito. Il maresciallo fa un piccolo cenno con il capo, un gesto raffinato in anni di servizio, un ringraziamento nella sua più piccola forma intelleggibile, e sorride. Sorride, volte le spalle alla ragazza, e si dirige verso la volante. In fondo non era così difficile dire di no, no? Quella terribile voglia di fumare. La ragazza si porta la sigaretta alla bocca, accartoccia il pacchetto e lo rimette in tasca (è sempre l'altra tasca). Recupera l'accendino, ma prima di azionarlo si ferma un attimo a osservare il maresciallo confabulare con il suo giovane collega. Quasi non si accorge di stare dando la prima boccata, incantata com'è dalla visione, mentre riflette sul fatto che non si ricorda neanche una barzelletta sui carabinieri.
Il maresciallo si gira, per un momento gli sguardi si incrociano. La ragazza forse si rende conto solo adesso che la sua è stata una mossa un po' affrettata. Il maresciallo torna a voltarsi, ride fragorosamente, troppo fragorosamente, a una battuta del collega, poi di colpo tace.
Si gira un'altra volta e torna con passo lento dalla ragazza.
Mi scusi, signorina, favorisce un documento?
Etichette:
carabinieri,
droga,
maresciallo,
racconto,
sigaretta,
treni
lunedì 23 gennaio 2012
L'ultima sigaretta è del maresciallo - Parte uno
Le porte si aprono. Scende dal treno. Si avvia in mezzo alla gente verso il sottopassaggio. Giunge nella hall della stazione. È nervosa, ha bisogno di fumare una sigaretta. Si guarda intorno, sta aspettando qualcuno. Ha i capelli corti, biondo platino, un principio di ricrescita. È magra, veste un vecchio eskimo, e come si dice in questi casi, sembra un pulcino spelacchiato. Non ha borse o valigie con sé, non ha praticamente nulla. No, in realtà qualcosa ha. In una tasca interna, al caldo, riposa un panetto di hashish.
Non è la prima volta che quella tasca fa da corriere. Deve consegnare il panetto a un ragazzo. Non è il suo ragazzo. Anche se qualcosa in passato, lo ammette, c'è stato. Ora è più una questione di affari. Ma solo perchè è parecchio a corto di denaro.
Ha una terribile voglia di una sigaretta. È poco più che un fantasma, ma le porte scorrevoli rivelano la sua presenza. Esce dalla stazione. Fruga nella tasca (un'altra tasca), e recupera il pacchetto di sigarette. Proprio in quell'istante una volante dei carabinieri rallenta e si ferma parallela al marciapiede, di fronte a lei. Scendono due agenti, una giovane recluta e uno scafato maresciallo.
Lei è rimasta immobile, ipnotizzata dalla scena, sembra un film italiano degli anni Settanta, col pacchetto di sigarette in mano.
Il carabiniere giovane rimane vicino alla macchina, beatamente appoggiato al cofano, lato guidatore, quello anziano si avvicina alla ragazza. Cosa vuole?
Mi scusi, signorina, ha una sigaretta?
È una richiesta cortese, ma ferma. Difficile dire di no. Lo sguardo del maresciallo è di quelli abituati a recepire solo cenni d'assenso. La ragazza apre il pacchetto. Ce n'è rimasta una sola. Di fronte il maresciallo in attesa. Lei ha una tremenda voglia di fumare. E perchè il tizio non arriva? Perchè si trova in questa situazione di merda?
Fine prima parte...
Non è la prima volta che quella tasca fa da corriere. Deve consegnare il panetto a un ragazzo. Non è il suo ragazzo. Anche se qualcosa in passato, lo ammette, c'è stato. Ora è più una questione di affari. Ma solo perchè è parecchio a corto di denaro.
Ha una terribile voglia di una sigaretta. È poco più che un fantasma, ma le porte scorrevoli rivelano la sua presenza. Esce dalla stazione. Fruga nella tasca (un'altra tasca), e recupera il pacchetto di sigarette. Proprio in quell'istante una volante dei carabinieri rallenta e si ferma parallela al marciapiede, di fronte a lei. Scendono due agenti, una giovane recluta e uno scafato maresciallo.
Lei è rimasta immobile, ipnotizzata dalla scena, sembra un film italiano degli anni Settanta, col pacchetto di sigarette in mano.
Il carabiniere giovane rimane vicino alla macchina, beatamente appoggiato al cofano, lato guidatore, quello anziano si avvicina alla ragazza. Cosa vuole?
Mi scusi, signorina, ha una sigaretta?
È una richiesta cortese, ma ferma. Difficile dire di no. Lo sguardo del maresciallo è di quelli abituati a recepire solo cenni d'assenso. La ragazza apre il pacchetto. Ce n'è rimasta una sola. Di fronte il maresciallo in attesa. Lei ha una tremenda voglia di fumare. E perchè il tizio non arriva? Perchè si trova in questa situazione di merda?
Fine prima parte...
Etichette:
carabinieri,
droga,
maresciallo,
racconto,
sigaretta,
stazione,
treni
Iscriviti a:
Post (Atom)